Ti è capitato di aprire una cassettiera della nonna e trovare pile di pigiami, maglie, intimo di ogni tipo… tutto nuovo, mai aperto o perfettamente stirato?
Molti vestiti conservati per l’incubo del non si sa mai. E lo stesso vale per lenzuola, asciugamani e strofinacci.
Certe abitudini erano abbastanza comuni nel periodo post-bellico, soprattutto in seguito agli eventi della seconda guerra mondiale. Durante e dopo il conflitto, molte famiglie hanno dovuto affrontare carenze e difficoltà economiche, rafforzando un atteggiamento di conservazione e accumulo delle risorse.
Il timore di non avere abbastanza in futuro o di trovarsi in situazioni di necessità senza i mezzi adeguati era forte. E il mantenere gli indumenti nuovi e non utilizzarli fino a quando non fosse assolutamente necessario derivava dalla paura di non poterli sostituire facilmente in caso di usura o danno.
Ma eravamo ancora lontani dal concetto di consumo attuale, che oggi fa parte delle nostre vite impreparate a gestire gli accumuli senza più una forte motivazione alle spalle.
A partire dagli anni ’50, la tendenza ad accumulare ha iniziato a staccarsi dalle motivazioni di necessità, per rispondere sempre più a desideri o ansie generati dalla sovrabbondanza e dalle possibilità di scelta.
«La società dei consumi prevede i fenomeni di consumo come fattore centrale dell’esistenza sociale degli individui.» (Istituto della Enciclopedia Italiana)
Oggi in Italia lo stesso meccanismo che ci porta verso consumi secondari, non legati all’alimentazione, riguarda anche il digitale con i suoi abbonamenti, gli spazi di archiviazione, i servizi di intrattenimento, i tool e le app.
Andare verso la digitalizzazione e passare dall’accumulo fisico a quello digitale non significa fare acquisti migliori e pensati
Il tentativo o la buona intenzione di liberarsi del superfluo non deve tradursi in un mero spostamento laterale.
Se ti liberi di cose fisiche per riempire il telefono fino al limite e diventarne dipendente, non significa essere sulla strada illuminata del minimalismo.
È sempre spazio occupato, ma da un’altra forma…
Come ti fanno sentire i tuoi spazi fisici, digitali o mentali?
Sta per tornare uno dei periodi più insidiosi per gli acquisti.
Dal Black Friday al Natale è facile comprare oggetti o attivare abbonamenti digitali senza nemmeno pensare al loro effettivo utilizzo.
1. Liberati dagli acquisti impulsivi
Liste di attesa o dei desideri, elenchi di preferiti, gruppi con link di oggetti da comprare… cerca di definire un parcheggio per quelle cose che vorresti acquistare appena le vedi, che si tratti di prodotti fisici o digitali.
Aspetta prima di procedere e vedrai che in molti casi la voglia di cliccare su acquista sarà meno forte.
Per quanto riguarda, invece, i regali – di Natale ma non solo – puoi cercare di rafforzare una sorta di circolo virtuoso quando non puoi o non vuoi evitare di donare qualcosa.
Anche per portare un esempio a chi ti è accanto, prova a non regalare cose soprattutto quando vanno a riempire case o uffici che hanno già tutto (con le dovute eccezioni chiaramente). Nel dubbio, puoi scegliere:
Esperienze
Come mostre, eventi, concerti, corsi… se possibile anche qualcosa da fare insieme alla persona che riceverà il regalo.
- Lezioni condivise: potresti regalare un corso di cucina, di fotografia o di pittura da frequentare insieme.
- Viaggi tematici: un fine settimana in una città d’arte o un tour enogastronomico in una regione nota per i suoi vini e cibi può essere un regalo apprezzato.
Cibo
Se preferisci regalare qualcosa di tangibile puoi scegliere quei prodotti che non durano nel tempo e che non occuperanno gli spazi a lungo termine: i prodotti enogastronomici possono essere un’ottima soluzione.
- Cesti regalo personalizzati: assembla un cesto con una selezione di prodotti locali o specialità internazionali, magari includendo una descrizione delle origini e delle caratteristiche di ogni prodotto.
- Cena a casa: regala un’esperienza culinaria a casa con un cuoco professionista che prepara una cena speciale direttamente nell’abitazione della persona.
Abbonamenti
Con le dovute attenzioni e prendendo decisioni ponderate, quando conosci bene i gusti e le abitudini di una persona, puoi pensare a degli abbonamenti o delle tessere prepagate da donare. Per acquistare frutta e verdura a chilometro zero, per imparare una lingua, per allenarsi in palestra… Anche in questo caso, più doni pensati per il benessere altrui.
- Supporto a comunità locali: abbonamenti a box di prodotti agricoli locali, che supportano gli agricoltori del territorio e promuovono una dieta salutare.
- Corsi online: un abbonamento a una piattaforma di e-learning può essere un regalo utile per approfondire nuovi interessi o migliorare abilità professionali.
- Donazioni a nome di qualcuno: fai una donazione a un’organizzazione benefica che rifletta le passioni o le preoccupazioni della persona interessata.
Con questi esempi, parlo di regali, ma lo stesso livello di attenzione e cura nella scelta può essere utile per rendere più consapevoli e mirati i tuoi acquisti personali.
«Gli esseri umani sono predisposti a confrontarsi con gli altri. È una caratteristica che ci ha aiutato a superare tempi molto più duri, quando cercare di raggiungere gli altri nella comunità significava sopravvivere. Oggi, questo comportamento si manifesta con la sindrome nota come Keeping up with the Joneses. È necessario spendere soldi per ripararsi, mangiare, vestirsi e pagare i debiti, ma oltre a questo, molte delle nostre spese rientrano nella sfera della discrezionalità. Come si fa a spendere in modo più consapevole? Considerate il vostro reddito al netto delle imposte e suddividetelo in spese necessarie, spese opzionali e risparmi. Un buon modo per distinguere tra la prima e la seconda categoria è che le prime sono esigenze e le seconde sono desideri. Fate attenzione ai vostri desideri e assicuratevi che non superino il 30% del vostro budget. Una buona app può aiutarvi a classificare le vostre spese. In secondo luogo, pianificate gli acquisti. Non comprate nulla per capriccio. Aspettate un giorno e fate una ricerca sulle opzioni, soprattutto per gli articoli costosi. Inoltre, imparate a conoscere le aziende alle quali date i vostri soldi. Seguite il vostro denaro e assicuratevi che venga speso per aziende con cui vi sentite a vostro agio. Avete lavorato duramente per il vostro denaro, quindi assicuratevi che la destinazione sia in linea con i vostri valori e con il mondo in cui volete vivere. Infine, date un’occhiata a tutti gli oggetti che sono entrati in casa vostra. Ricordate che una volta le cose erano soldi e che una volta i soldi erano il vostro tempo. Se la guardate in questo modo, a quanto di tutto ciò date veramente valore? Ricordate che non è importante quanto si guadagna, ma quanto si conserva.» (Jane Barratt)
2. Liberati dall’accumulo
Facciamo attenzione all’accumulo, perché questa tendenza non riguarda solo gli acquisti, ma si estende anche all’accumulo di impegni e compiti.
Quando continuiamo ad aggiungere nuovi progetti o attività nel lavoro e nella vita, ci ritroviamo poi a chiederci come organizzarci per gestire tutto…
Brutta notizia: l’organizzazione e la gestione del tempo non fanno miracoli e, se le cose da fare sono troppe, sono semplicemente… troppe.
Possiamo fermare l’inserimento di nuove cose, delegare, ottimizzare ciò che già abbiamo o automatizzare alcuni processi. Ma non possiamo continuare ad accumulare compiti all’infinito, proprio perché il nostro tempo è finito.
E se non prestiamo attenzione, arriviamo a sentirci un po’ come Fantozzi in Fantozzi subisce ancora, durante “l’ispezione dell’ispettore degli ispettori a caccia di assenteisti”: ovvero come l’unica persona rimasta in ufficio a far andare avanti tutto.

3. Liberati dalle meduse
Il confronto con le persone può spingerci verso un accumulo insensato di cose. Elementi che finiscono per occupare tutti i nostri spazi, fisici e digitali, trasformandosi in pesanti fardelli per l’altro nostro spazio, quello mentale.
Ecco perché è importante avere la giusta consapevolezza quando non possiamo evitare certe situazioni in cui si ha a che fare con le meduse…
Per meduse intendo lavori, attività, progetti, oggetti, ruoli, etichette, persone… che ci tolgono energia, peggiorano l’umore e creano disagio.
E quando non possiamo togliere le meduse, già solo il fatto di riconoscerle e imparare a gestirle come… delle meduse appunto… è molto importante per il nostro benessere.
Anche Bridget Jones ne ha incontrata una, sapendo già in anticipo che tipo di colpi aspettarsi ????. E, nonostante ciò, intorno a sé mantiene amici e amiche che, al contrario, creano energia positiva, lasciando andare le meduse.