Quando la nostra mente è sovraccarica di informazioni necessarie e non necessarie o importanti e superflue – e quindi lavora spesso al limite della sua “capienza” saltando tra cose con pesi molto diversi – possiamo sentire una sensazione di blocco come quando vediamo girare di continuo il cerchio loading del computer senza fare progressi.
La stanchezza mentale non dà tregua: ci spinge a inseguire argomenti che non ci appartengono e diventa sempre più difficile distinguere cosa è di fondamentale importanza per noi.
E in molti casi ce la caviamo bene con gli autoinganni inseguendo azioni leggere per abbattere la frustrazione, che però tornerà come un boomerang.
Testi brevi, video brevi… cose che non hanno niente a che fare con la ricerca dell’essenziale.
Il minimalismo informativo diventerà la vera protezione per la nostra mente. O, per dirla come Hermione, si tratterà di avere i nostri incantesimi di protezione, protego totalum e salvio hexia. Per distinguere ciò che conta e fare a meno del resto.

Spazio fisico, spazio digitale e spazio mentale
Non sono molte le persone che si preoccupano di ridurre la quantità di oggetti in loro possesso e il disinteresse aumenta in modo esponenziale quando si ha a che fare con informazioni e dati digitali, perché tanto non occupano spazio…
In ottica lavorativa, sapere ciò che si ha e come si possono organizzare gli spazi – fisici e digitali – aiuta a evitare i periodi di sfinimento che portano a gioire di appuntamenti saltati, eventi rimandati, incontri evitati solo perché ci sono sovraccarichi che non si riescono più a gestire.
Si avverte una stanchezza così elevata che si preferisce evitare piuttosto che sistemare. Gli oggetti, gli spazi incasinati, il costante accumulo influenzano le nostre giornate, il nostro stato d’animo e le nostre relazioni.
E, a volte, quando si pensa sto bene nel mio disordine è un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto e non affrontare gli angoli appuntiti che ci fanno più male.
Per citare Zerocalcare e la sua serie animata Strappare lungo i bordi, si diventa «cintura nera de come se schiva la vita».
E, aggiungo, anche il lavoro.
Perché in fondo «Non è divertente giocare a “nascondi le chiavi” quando sei tu che le nascondi a te stesso».
Ridurre l’accumulo non è una mera gara per raggiungere un numero sempre più basso, ma un mezzo per fare spazio. Per riuscirci, prova a partire con il metodo Zettelkasten.