Caro Warren…

5 Agosto 2020 | Pensiero

Mi affascina Warren Buffett.

Nel 2009, girovagando in una libreria di Edimburgo, un libro con il suo volto in copertina ha catturato la mia attenzione e, a distanza di tempo, mi sono rimaste impresse alcune parti della storia di Buffett, scritte da Roger Lowenstein.

Fin da bambino, Buffett dimostrò una predisposizione naturale verso i soldi e andava orgoglioso del suo cambiavalute ricevuto in regalo dalla zia.

Da piccolo, nei pressi della sua abitazione, si mise a vendere delle gomme da masticare ai passanti e, in seguito, passò alla vendita di limonate spostandosi di fronte alla casa dei Russells perché secondo lui c’era più passaggio.

A 9 anni iniziò a contare i tappi delle bibite buttati intorno ai distributori per capire quale fosse la bevanda più popolare. In pratica, un sondaggio di mercato.

Decisamente un personaggio!

Bill Gates ha rivelato di aver appreso una lezione importante proprio da Buffett in merito alla gestione del tempo.

Buffett ha solitamente un calendario leggero senza mille cose da fare e in alcuni giorni non ha niente di programmato. Gates, invece, è sempre pieno di impegni in ogni minuto.

L’esempio di Buffett rappresenta una lezione importante sul valore reale del tempo.

“You control your time… sitting and thinking may be a much higher priority” ha detto Gates.

I progetti, i lavori, i clienti, le iniziative non potrebbero esistere senza un corretto uso di una… “bilancia”.

Su un piatto troviamo la voglia di investire, mentre sull’altro ci deve essere il giusto approccio nei confronti del tempo che abbiamo a disposizione.

Serve tempo per fare, ma anche per pensare. E Buffett questo senso di equilibrio lo conosce molto bene.

E continua a motivarmi anche per questo.