Specchio, specchio delle mie brame, che cos’è la produttività nel reame?
Ricercata, ambita, studiata o odiata, cosa significa essere persone produttive nel lavoro?
Che cos’è davvero la produttività oggi?
C’era una volta la produttività esclusivamente abbinata alle cose, agli oggetti prodotti, alle catene di montaggio e, per capire l’efficienza del lavoro svolto, si divideva l’output per il tempo impiegato.
Con la diffusione dell’economia della conoscenza, alle cose abbiamo abbinato una sorta di connessione individuale con quello che facciamo. Una sorta di connessione tra le attività svolte con i valori personali, il nostro perché e la ricerca di un significato per certi versi più profondo.
Troviamo, quindi, sempre l’efficienza in termini di rendimento, che significa fare le cose bene per ottenere il miglior risultato possibile. A volte, però, rischiamo di infilarci in una serie di attività che, anche se fatte molto bene, non ci aiutano a raggiungere gli obiettivi che davvero vogliamo, con il rischio di vivere una vita molto lontana da ciò che sentiamo dentro.
Non potendo fare tutto, significa allenarsi a prendere decisioni sempre più in linea con noi, a selezionare, individuare e dare priorità alle cose giuste. Che sono giuste per noi.
Quindi, per il significato odierno di produttività, non basta fare bene le cose, ma dobbiamo essere in grado di fare bene le cose giuste. Quelle cose che hanno un valore per noi, che ci aiutano a identificare e a costruire la direzione che vogliamo dare alla nostra vita.
In pratica, l’unione dell’efficienza e della direzione verso una produttività che ci fa sentire bene, in equilibrio tra benessere, curiosità, emozioni positive, divertimento, significato e valori.
Una produttività sostenibile e appagante, nonostante i mille intoppi che la vita ci proporrà nel corso del tempo.

Il Life Productivity System e le quattro S di Ali Abdaal: come funzionano?
Mi ci rivedo molto con l’analisi di Ali Abdaal, ex medico, Youtuber, podcaster e autore del libro Feel Good Productivity, soprattutto perché partiamo da un concetto che condividiamo: è praticamente impossibile ragionare a scompartimenti.
Nel lavoro sono così.
A casa sono così.
In palestra sono così.
La produttività non è a compartimenti stagni
Le emozioni, il motore che abbiamo dentro di noi, i nostri pensieri, la mente, il cuore… sono sempre loro, con mille sfumature, che ci accompagnano nei vari ambiti della vita, lavoro compreso.
Da quando nasciamo e fino all’ultimo giorno che ci sarà dato in dotazione, abbiamo una serie di percorsi già intrapresi, abbiamo il punto in cui siamo ora e abbiamo delle strade ancora da percorrere.
Siamo noi che portiamo avanti la nostra barca, che da un lato avrà già approdato (il passato) e dall’altro approderà ancora in alcune isolette significative: la laurea, una convivenza, un trasloco, un viaggio, un nuovo lavoro… un traguardo raggiunto o non raggiunto, una delusione, una malattia, un infortunio… Insomma, dei punti, positivi e negativi, che fanno parte della mappa della nostra vita.
È la nostra avventura a remi, perché sappiamo bene che la fatica non abbandonerà la nave dandoci a volte l’idea di essere su un catamarano e altre su una zattera di fortuna tenuta insieme da dei semplici tronchi. A volte il vendo sarà dalla nostra parte, in altre occasioni ci sembrerà di affogare.
La metafora della barca: guidare la propria vita con consapevolezza
In ogni caso, la nostra barca è guidata da:
- Bussola della vita o bussola personale.
- Obiettivi annuali.
- Traguardi trimestrali.
Per tornare allo schema di prima, l’unione di questi tre punti ci aiuta a identificare la direzione da seguire.
La bussola rappresenta la tua visione globale, i tuoi valori e il tuo perché nella vita. Non ti indica un punto specifico, ma piuttosto ti aiuta a orientarti, a rimanere in allineamento con ciò che è davvero importante per te.
Ti fa capire se stai andando nella direzione giusta rispetto a quello che senti dentro di te e ti permette di verificare se le tue scelte sono in linea con chi vuoi essere e con la vita che vuoi vivere.
Gli obiettivi annuali ti aiutano a trasformare la tua direzione che vuoi prendere (la bussola) in realtà concreta, pianificando dove vuoi arrivare durante l’anno. Danno un senso di direzione più preciso, in quanto ti aiutano a concentrarti su traguardi misurabili e raggiungibili entro un certo lasso di tempo. Questo ti aiuta a mantenere la rotta senza perdere di vista il quadro generale.
Con i traguardi trimestrali, puoi identificare le tappe intermedie che suddividono gli obiettivi annuali in passaggi più gestibili. Immaginali come piccole isole lungo il tuo percorso, che ti permettono di verificare se stai procedendo verso i tuoi obiettivi più grandi.
Questi traguardi più vicini sono utili perché mantengono alta la motivazione e ti aiutano a correggere la rotta se necessario. Senza di essi, potresti bloccarti a causa dall’enormità dell’obiettivo annuale.
Come perseguire una produttività sostenibile e appagante
Non basta avere la direzione e, infatti, serve il motore o la spinta che ci aiuta a conseguire gli obiettivi definiti.
Agiamo grazie a un insieme di:
- Settimane equilibrate.
- Giornate vissute appieno con un forte senso di soddisfazione, al di la della possibile stanchezza.
- Ore di concentrazione o ore focalizzate.
Questi punti riflettono l’importanza di mantenere un bilanciamento tra lavoro, riposo, relazioni e tempo per sé durante la settimana. Produttività senza esaurirsi, favorendo una gestione più sostenibile delle proprie energie e risorse.
Ogni giorno dovrebbe includere momenti di gioia o soddisfazione, sia a livello personale sia professionale. Trovare gioia nelle piccole cose e nel quotidiano contribuisce a mantenere un atteggiamento positivo e a ridurre lo stress, migliorando il benessere complessivo. Un po’ come se fossimo davanti al concetto di ultima volta.
Con le ore di concentrazione ci dedichiamo con totale attenzione e focus a un compito specifico. Lavorare con concentrazione permette di ottenere risultati migliori in meno tempo, evitando distrazioni e dispersioni di energia.
Lasciando al comando la direzione composta da bussola, obiettivi annuali e traguardi trimestrali e abbinandola alla spinta alimentata da settimane equilibrate, giornate appaganti e ore di concentrazione, ecco che abbiamo la possibilità di costruire il nostro sistema di produttività personale.
Ma chiaramente non siamo macchine e le giornate non scorrono perfette solo per merito di un sistema ben definito.
Dobbiamo pensare anche noi, che siamo al centro della nostra barca.
C’è la nostra persona, il nostro essere (Self) fatto di:
- Mente.
- Corpo.
- Cuore.
- Spirito.
Il nostro essere è fatto anche di abilità (Skills), a loro volta composte da cinque aree legate alla produttività personale:
- Allineamento.
- Organizzazione.
- Focus.
- Riflessione.
- Recupero.
Con l’allineamento ci assicuriamo che i nostri obiettivi e le nostre azioni siano in armonia con i nostri valori e le nostre aspirazioni a lungo termine. Allineando, orientando e coordinando le attività con ciò che conta davvero per noi, aumentiamo la chiarezza su cosa vogliamo fare sia nel breve sia nel lungo periodo. Questo rende più semplice perseguire obiettivi significativi, che vogliamo davvero.
Organizzare i compiti e le priorità definiti dall’allineamento diventa un’esigenza fondamentale per passare alla pratica. Pratica che si concretizza con dei blocchi di tempo in pieno focus sulle attività identificate dall’allineamento e dall’organizzazione.
Senza dimenticare i momenti di riflessione, essenziali per valutare regolarmente come ci sentiamo e cosa abbiamo fatto, con il fine di tutelare il nostro benessere grazie anche alle fasi di recupero che ci aiutano a fare del nostro meglio durante la ripresa del lavoro.
Il dettaglio delle quattro S della produttività secondo Ali Abdaal nel suo Life Productivity System
Abbiamo quindi identificato 3 S:
- Sistema: fatto di direzione e spinta (bussola + motore).
- Self: la nostra essenza, chi siamo.
- Skill: le abilità che svolgiamo in equilibrio tra cinque punti.
La quarta S riguarda lo spazio, inteso come i vari contesti, gli ambienti e le relazioni che fanno parte della nostra vita.
Il sistema, chi siamo e cosa facciamo non possono funzionare senza considerare il quadro completo che per forza di cose comprende:
- Lo spazio fisico.
- Lo spazio digitale.
- Le relazioni.

E manca l’ultimo ingrediente che fa parte del Life Productivity System.
Ognuno di noi ha una vela interna che può rendere più facile il percorso della propria barchetta, ma può anche ostacolarlo.
Lo ostacoliamo quando non diamo retta a una delle S che abbiamo visto, quando seguiamo una direzione confusa, quando saltiamo da una cosa all’altra senza senso.
Ma soprattutto rendiamo il percorso difficile quando facciamo qualcosa senza quel pizzico di gioia personale, che ci fa prendere decisioni migliori e ci aiuta a posizionare la vela nella direzione migliore per noi. Che sentiamo dentro di noi.