Come dare valore ai ritagli di tempo: sfruttiamo al meglio ogni minuto

L’ora intera è sopravvalutata.

Avere dei lunghi blocchi di tempo a disposizione, senza interruzioni, da poter dedicare a una cosa sola è il massimo per l’organizzazione fisica, digitale e mentale, ma è anche errato pensare che il resto del tempo frammentato sia del tutto inutile.

Cosa ci serve per dare valore anche ai ritagli di tempo?

Una checklist delle attività veloci da tirare fuori all’occorrenza.

Si tratta di preparare un elenco con delle azioni che non richiedono molto tempo, almeno nella fase di avvio, e che sono in grado di generare un effetto domino.

La “rimandite” a settembre, a dopo Natale, a dopo Pasqua… è probabile che porti con sé l’effetto flipper delle giornate quando tutte le cose posticipate torneranno a bussare alla porta della nostra attenzione.

Ecco, quando ci sembrerà di non concludere niente e di continuare a saltare da una cosa all’altra, possiamo prendere la nostra lista delle cose veloci, da fare nei ritagli di tempo.

In pochi minuti possiamo compilare quel modulo che teniamo fermo da tempo, annullare le iscrizioni alle newsletter, mettere in ordine alcuni file che ci impediscono di lavorare bene, rivedere il programma di un corso e mettere a calendario le ore di studio, dare un’occhiata alla programmazione passata per capire cosa ha funzionato, ripulire la scrivania, buttare appunti inutili…

Si tratta di preparare un elenco di piccoli compiti, da tenere come promemoria e da leggere quando il sovraccarico non fa nemmeno pensare a cosa potremmo fare.

Le azioni veloci da fare nei ritagli di tempo non tolgono dall’effetto flipper – almeno non nell’immediato – ma riescono a dare quella piccola consapevolezza di aver fatto qualcosa che fa bene al nostro lavoro.

Ci aiutano a rompere i soliti schemi dannosi e fermare la frustrazione del tempo frammentato, ovvero la parte più dannosa per l’umore e il rendimento.

Quella roba che, a fine giornata, ci fa dire: “Sì, ma cosa ho fatto oggi?”.