Hai perso l’abitudine di leggere libri lunghi? Ti distrai facilmente mentre leggi online?
Sempre più persone faticano a mantenere la concentrazione durante la lettura approfondita, perdendo così i benefici cognitivi delle letture di lunga durata, o anche dette longform.
La lettura è un allenamento per la mente che migliora le capacità di ragionamento, aumenta l’empatia e potenzia la creatività. Ma per ottenere questi benefici, serve un approccio consapevole che vada oltre lo scrolling compulsivo dei feed social.
Se vuoi tornare a leggere con attenzione, riscoprire il piacere dei testi lunghi e allenare la tua capacità di concentrazione, prova alcune di queste soluzioni.
Quando ho avviato la mia attività, ho commesso l’errore di iniziare a leggere solo cose formative e quindi sceglievo sempre e solo articoli o manuali tecnici con il fine di aggiornarmi e imparare qualcosa. Ogni testo extra-lavoro era per me una perdita di tempo.
«Ma non leggere quello, leggi quell’altro che ti serve di più…»
Ecco, se posso permettermi di darti un consiglio, non fare come me. Anche perché a una certa sono scoppiata, con lo stesso esito del post esame di diritto privato… ok, con un buon risultato, ma ero così nauseata da non riuscire più a leggere nemmeno le etichette dello shampoo.
Impara, impara, impara… finché scompare completamente il piacere di leggere senza uno scopo preciso.
Seguendo questo approccio, come ho fatto io, si perde per strada quello che viene definito “effetto fiction” nel libro Come leggere.
«La lettura di libri di narrativa era l’unica abitudine di lettura a contribuire in modo significativo ad accrescere la capacità di fare inferenze, un’abilità di comprensione dei testi di livello superiore. La lettura di manuali, riviste, giornali, fumetti non era invece in grado di favorire un simile risultato.»
Il rischio successivo è quello di leggere solo testi brevi, ingannandoci con l’idea di voler arrivare subito al concetto principale per non perdere tempo.
Più in generale, da una parte abbiamo i libri che – di narrativa o meno – vengono definiti come letture di lunga durata (longform) e dall’altra parte troviamo per lo più articoli o post che, come sappiamo, hanno una lunghezza inferiore.
La diffusione dei testi brevi
Leggere online sta portando molte persone a focalizzarsi in prevalenza su testi brevi, escludendo tutti i benefici delle letture di lunga durata. Ma in questo modo, a lungo andare, il pensiero diventa meno articolato e poco riflessivo.
La lettura di testi brevi si fa più superficiale e, quando coinvolge la tecnologia che favorisce un insieme pericoloso di multitasking e velocità, ecco che la capacità di mantenere la concentrazione si indebolisce… E, di conseguenza, anche la comprensione diventa più scarsa.
Se passiamo gran parte del tempo su cose che richiedono sforzi mentali bassi (ad esempio, scorrere i vari feed dei social o perdersi nei meme e nei commenti), continuando a saltare tra aspetti anche molto diversi tra loro, non possiamo pretendere che la nostra mente sia allenata e pronta a mettere più impegno quando lo vogliamo.
«Cè qualcosa nella lettura digitale che fa crescere la velocità con cui le persone si muovono attraverso il testo e questo si traduce in una comprensione ridotta.»
Se ti stai chiedendo cosa c’entri la lettura con quello che fai ogni giorno, con il tuo lavoro, posso dirti che aumentare la consapevolezza su come, dove e cosa leggere aiuterà di molto la tua concentrazione e avrai una mente più allenata.
Le origini della lettura lenta
La lettura lenta riguarda la riduzione intenzionale della velocità di lettura con il fine di ritrovare la calma e aumentare la comprensione.
Se andiamo più indietro nel tempo, il concetto di lettura lenta affonda le sue radici nella tradizione filosofica del XIX secolo. La prima testimonianza esplicita di slow reading risale alla prefazione di Friedrich Nietzsche a “Aurora” (Daybreak) del 1887, dove il filosofo tedesco scriveva: “Non è per nulla che si è stati filologi, forse si rimane tali ancora, cioè maestri di lettura lenta”. Nietzsche sosteneva che la filologia fosse “quell’arte venerabile che esige dai suoi seguaci una cosa sopra tutte le altre: farsi da parte, lasciarsi dei momenti liberi, diventare silenziosi, diventare lenti”. Per lui, la filologia era “l’arte oziosa dell’orefice applicata al linguaggio: un’arte che deve compiere un lavoro lento e fine, e non ottiene nulla se non lento”.
Il movimento moderno di slow reading ha però preso forma nel XX secolo attraverso il lavoro pionieristico del professor Reuben Brower ad Harvard, che negli anni ’50 sviluppò un metodo che definiva “reading in slow motion” – rallentare il processo di lettura per osservare cosa accade, prestando molta attenzione alle parole, ai loro usi e ai loro significati.
Il corso Humanities 6 di Brower divenne leggendario per il suo approccio alla lettura come “divertimento attivo, un gioco che richiede la massima attenzione e il più fine grado di sensibilità”. Tra i suoi allievi figuravano futuri luminari della critica letteraria come Paul de Man, che avrebbero diffuso questo approccio nelle università americane per decenni.
Il concetto ha poi trovato nuova linfa nel movimento più ampio dello slow living iniziato negli anni ’80. Nel 1986, il giornalista italiano Carlo Petrini fondò il movimento slow food per protesta contro l’apertura di un McDonald’s vicino alla Scalinata di Trinità dei Monti a Roma, dando vita a un movimento che si è poi esteso alla lettura.
Nel 2008, il romanziere I. Alexander Olchowski ha fondato ufficialmente il movimento slow book per promuovere pratiche di lettura legate al movimento slow.
L’idea centrale è ripresa anche da John Miedema, autore del libro Slow reading: “la lettura lenta significa esercitare una scelta su come si legge piuttosto che essere costretti a leggere il più velocemente possibile”.
È quindi la libertà di leggere come se ci importasse di qualcosa di più oltre al semplice “aver finito di leggere”.
Anche perché la lettura lenta – come anche la scrittura lenta – favorisce un pensiero lento. Pensiero lento non certo come fattore negativo, anzi.
I diversi tipi di lettura
Non esiste un solo modo di leggere e, a seconda dell’obiettivo, del contesto e del tipo di testo, possiamo adottare strategie di lettura diverse, ognuna con i suoi vantaggi specifici.
Conoscere queste modalità ci permette di scegliere consapevolmente l’approccio più efficace per ogni situazione, alternando velocità e profondità secondo le nostre necessità.
Skimming (scrematura)
Leggere velocemente per cogliere il senso generale di un testo. Quando ad esempio si usano gli indici, i titoli, i sottotitoli o i passaggi chiave per capire se e quanto il contenuto ci interessa. Utile per una prima valutazione rapida di articoli, email o documenti di lavoro.
Scanning (scansione)
Simile allo skimming, ma con l’obiettivo di trovare un’informazione precisa (un nome, una data o una cifra).
Lettura lineare
È la lettura classica, dall’inizio alla fine, seguendo la sequenza del testo. Può essere:
- estensiva: leggere una grande varietà di testi per ampiezza e panoramica, privilegiando la quantità;
- intensiva: concentrarsi su pochi testi selezionati, andando in profondità per massimizzare la comprensione.
Lettura critica o profonda
Lettura lenta e attenta, usata per analizzare e interpretare un testo, andando oltre il contenuto esplicito per coglierne significati, struttura e implicazioni. È l’approccio ideale per letteratura, filosofia, testi accademici o qualsiasi contenuto che richieda riflessione.
Lettura esplorativa
Modalità “a salti” attraverso il testo, seguendo curiosità e collegamenti spontanei. Spesso usata con saggi, enciclopedie o testi di consultazione, permette di scoprire connessioni inaspettate.
Iper-lettura
Tipica del digitale: scorrimento rapido, salti continui, link, rimandi ad altre risorse. È utile per ampliare un argomento e seguire percorsi associativi, ma rischia di frammentare l’attenzione se diventa l’unica modalità utilizzata.
Lettura focalizzata
Concentrare l’attenzione su un solo testo alla volta, seguendone il filo senza interruzioni. È l’opposto del multitasking e favorisce l’immersione profonda nell’opera.
Lettura comparativa selezionata
Leggere e confrontare più testi insieme, ad esempio per ricerca, studio o analisi. Allena a collegare informazioni diverse e costruire una visione più ampia su un argomento, sviluppando il pensiero critico.
Rilettura strategica
Tornare su testi già letti con occhi diversi, per cogliere sfumature precedentemente sfuggite. Particolarmente efficace con opere complesse che rivelano nuovi significati a ogni rilettura.
L’abilità sta nel saper passare da una modalità all’altra, come un lettore poliglotta che sceglie la “lingua” di lettura più adatta a ogni situazione.
La mentalità digitale nella lettura
È importante avere ben in mente l’obiettivo della lettura. Perché stiamo leggendo?
Proviamo a passare da un approccio chiamato o/o (questo o quello, solo digitale o solo carta, solo testi brevi o solo lunghi) a uno chiamato e/e (questo e quello, variare le varie tipologie di lettura).
La lettura veloce è buona per scremare, ma toglie la comprensione. Per non impoverire quello che facciamo, basta non dimenticarsi di alternare dei testi lunghi, che non siano solo manuali.
Quando stai per leggere, facci caso. Soprattutto se stai leggendo su uno schermo, prova a rallentare, a concentrarti solo su un testo senza cedere ad altri articoli o post. E cerca di chiederti se stai capendo e assimilando il testo che hai di fronte.
Pensa a come vorresti pensare. Anche perché leggere in modo del tutto passivo non porta niente in cambio.
«Proprio come chi riesce a passare da una lingua all’altra quando le circostanze lo richiedono, dobbiamo essere in grado di passare da uno stile di lettura all’altro (e da una piattaforma all’altra) a seconda della situazione.»
Lo spazio per leggere
Proviamo a dedicare ogni giorno un tempo specifico alla lettura di un testo lungo, fosse anche solo mezz’ora ma senza interruzioni. Spegniamo le notifiche, allontaniamo il telefono e godiamoci quei minuti di immersione totale nel libro. Invece di puntare a leggere per ore, proviamo con 5-10 pagine al giorno soprattutto perché, quando stabiliamo un piccolo obiettivo, spesso ci ritroviamo a superarlo senza accorgercene.
Per allenare l’attenzione è importante leggere qualcosa che sia un piacere e non solo un dovere formativo.
Può aiutare prendere qualche appunto a margine, sottolineare i punti chiave o annotare le nostre reazioni, in una sorta di dialogo con ciò che leggiamo per mantenere la mente presente e attiva.
Dopo ogni capitolo o sezione, fermiamoci e proviamo a riassumere in una frase quello che abbiamo appena letto. Se non ci riusciamo, probabilmente stavamo leggendo in automatico. È anche un piccolo esercizio che ci costringe a prestare davvero attenzione e trasformare la lettura da passiva in attiva. Con il tempo diventa naturale e ci accorgiamo che ricordiamo molto di più di quello che leggiamo.
La concentrazione è come la forma fisica: se non la usiamo, la perdiamo.
Leggere per piacere non è mai una perdita di tempo. Quando leggiamo un romanzo e viviamo le emozioni dei personaggi, alleniamo il cervello a pensare in modo più profondo e sfumato, a cogliere collegamenti nascosti e a comprendere meglio il mondo reale attraverso lenti diverse.
I libri sono un insieme di connessioni. Quando troviamo storie o temi interessanti, è come se ogni libro riuscisse ad aprire piccole porte verso altri mondi di conoscenza. Seguiamo questa curiosità che ci porterà alla costruzione di veri percorsi di lettura.
Ma soprattutto diamoci il permesso di mollare un libro che non ci prende, senza la pressione di finire a tutti i costi.
La cura dello spazio fisico e dei rituali
Proviamo a creare il nostro spazio protetto di lettura. Non serve una biblioteca intera, ma può essere una poltrona, un angolo del divano o la luce giusta che può diventare il segnale di un rifugio. Ciò che conta è che quello spazio sia sempre lo stesso per permettere alla mente di associare il luogo alla concentrazione profonda.
Possiamo anche sperimentare un approccio completamente diverso che consiste nel cambiare intenzionalmente luogo di lettura anche solo per sessioni brevi. Ad esempio, venti minuti sul treno oppure mezz’ora su una panchina in un parco, con solo il libro o un e-reader.
Vivere stimoli ambientali diversi non troppo dispersivi aiuta a ricaricare l’attenzione e impedire alla mente di legare la lettura a un’unica routine potenzialmente noiosa o passiva.
Il micro-cambio d’ambiente rinfresca la motivazione e rende più probabile la continuità, soprattutto nei periodi in cui si fatica a trovare tempo.
Stesso concetto per la postura, leggendo da seduti, sdraiati, camminando su un tapis roulant lento o ascoltando audiolibri durante una passeggiata… permette di superare i blocchi dovuti alla monotonia.
Alternare attivamente contesto, formato e postura si associa la lettura a diversi stati mentali, con la voglia di continuare anche quando le condizioni esterne cambiano.
Insieme alla cura dello spazio, possiamo creare dei piccoli gesti che segnalino alla mente il passaggio alla modalità lettura. Una tazza di tè, una playlist con la musica giusta per la concentrazione o anche prendersi un momento per respirare profondamente. Si tratta di piccoli rituali che funzionano come interruttori mentali e che preparano la mente alla concentrazione.
E teniamo sempre qualcosa da leggere a portata di mano (il nostro libro ombra). Non per l’ossessione di riempire ogni momento libero, ma perché spesso i momenti migliori per leggere sono quelli imprevisti. I ritagli di tempo possono diventare ore preziose di lettura nella settimana e quando sentiamo il bisogno compulsivo di controllare social o notizie, abbiamo un’alternativa immediata a portata di mano senza dover “andare a cercare qualcosa da leggere”.
Puoi anche variare l’impegno dei libri da leggere nello stesso arco temporale. Invece di leggere un libro alla volta, mantieni due libri aperti per momenti diversi, uno pesante per la concentrazione profonda e uno più leggero per i ritagli di tempo.
Una volta che abbiamo riorganizzato i nostri spazi fisici per la lettura, è il momento di mettere ordine anche nella nostra biblioteca digitale. Spesso sottovalutiamo quanto sia importante organizzare i libri online e i nostri contenuti digitali con la stessa cura che dedichiamo agli scaffali di casa. Tra ebook, PDF, articoli salvati e audiolibri, il disordine digitale può diventare un vero ostacolo alla lettura.
La tecnica dell’anticipazione controllata
Quando stiamo per finire un capitolo o un passaggio interessante, fermiamoci qualche pagina prima della fine. Lasciamo quella tensione irrisolta, così la mente continuerà a pensarci e saremo più motivati a riprendere il giorno dopo.
È l’opposto del binge-reading compulsivo.
Il binge-reading rappresenta l’antitesi della lettura contemplativa ed è quel fenomeno sempre più diffuso in cui ci si trova a divorare libri come si consumano le serie TV, in maratone senza sosta che possono durare intere ore.
È quando si legge per finire, non per capire. Per arrivare alla fine, ma senza godersi il viaggio, seguendo un approccio che fa passare la lettura da esperienza nutritiva a fast food letterario rapido da consumare, immediatamente soddisfacente, ma che lascia una strana sensazione di vuoto una volta terminato.
Abbiamo accesso a più libri che mai, ma rischiamo di leggerli tutti come se fossero notifiche da scrollare via il più velocemente possibile.
Il digiuno informativo programmato
Un giorno alla settimana, eliminiamo completamente news, social e articoli di attualità.
Dedichiamo la giornata alla lettura di libri o testi approfonditi per staccare almeno in parte il cervello dall’ansia informativa costante e creare lo spazio mentale per riflessioni più profonde.
Invece di “trovare tempo per leggere”, dovremmo provare a sostituire delle attività esistenti: leggiamo durante il primo caffè invece di controllare le email, portiamo un libro invece del telefono quando usciamo di casa, passiamo in biblioteca o in libreria per fare delle ricerche e leggiamo 15 minuti prima di cena invece di guardare le notifiche.
La lettura silenziosa in compagnia
Organizzare incontri periodici di lettura silenziosa – dal vivo o online – è una delle tecniche più curiose per allenarsi alla concentrazione e dedicare tempo alla lettura lunga.
Intento dei veri momenti condivisi in cui tutte le persone presenti leggono in silenzio, ognuno il proprio testo, ma nello stesso ambiente fisico o virtuale.
La presenza di altre persone offre un effetto palestra mentale che riduce la tentazione di interrompere la lettura, grazie anche al senso di impegno collettivo, e trasforma la lettura in un piccolo appuntamento protetto.
È l’idea che lega i silent book club, ovvero leggere insieme in silenzio, una comunità globale di lettori in oltre 60 paesi. Non ci sono letture assegnate – e infatti ogni persona porta il proprio libro – ma si crea quello che viene chiamato “silenzio solidale”.
Il piacere condiviso della lettura
Se con la lettura silenziosa, ogni partecipante legge in silenzio il proprio libro, con il concetto di club del libro si cambia proprio intento.
Si tratta di gruppi di persone che si organizzano con una frequenza regolare per leggere insieme gli stessi libri e poi discuterne in modo condiviso, sia in incontri in presenza sia online.
Più che una semplice lettura collettiva, rappresentano uno spazio di confronto aperto, dove chi partecipa porta la propria prospettiva, arricchendo la comprensione del testo attraverso opinioni, emozioni e interpretazioni diverse.
È una dimensione sociale che trasforma la lettura da un’attività solitaria a un’esperienza stimolante e relazionale, incentivando anche l’approfondimento critico e l’ascolto delle idee altrui.
Nei club del libro, spesso si alternano momenti di discussione formale a scambi più spontanei e si organizzano anche attività collaterali come maratone di lettura, giochi letterari o partecipazione a eventi culturali.
I gruppi possono scegliere insieme cosa leggere, con modalità che variano da votazioni collettive a proposte individuali a turno. Inoltre, l’evoluzione digitale ha portato alla nascita di club del libro in rete, che annullano le distanze geografiche permettendo la partecipazione di lettori da diverse città o paesi, e offrono una piattaforma sempre accessibile per prolungare le discussioni oltre il tradizionale incontro settimanale o mensile.
La lettura di articoli
Gli articoli online sono spesso i primi a essere sacrificati dalla nostra fretta digitale. Tra notifiche, link che ci tentano e la tentazione di aprire “solo un altro tab”, la lettura di contenuti brevi rischia di diventare superficiale e dispersiva. Ma con un po’ di disciplina, possiamo trasformare anche la lettura digitale in un’esperienza più profonda e soddisfacente.
L’obiettivo è ricreare artificialmente le condizioni di concentrazione che la carta offre naturalmente.
Possiamo imparare a identificare i nostri momenti di maggiore concentrazione mentale. La lettura digitale di qualità richiede energia cognitiva, quindi evitiamo di affrontare contenuti impegnativi negli spazi morti tra una riunione e l’altra o quando siamo già a fine giornata a corto di energie.
Come per il cibo, anche per gli articoli vale la regola della qualità sulla quantità. È meglio leggere con attenzione due o tre articoli ben fatti che scorrere distrattamente venti contenuti mediocri. Ecco perché è fondamentale imparare a selezionare: non tutto quello che cattura il nostro occhio merita davvero il nostro tempo e la nostra attenzione.
Rallentiamo la lettura digitale dei testi più brevi, magari usando la modalità lettura senza distrazioni (reader mode) che si può attivare nella maggior parte dei browser. L’intento è creare un ambiente di lettura digitale il più possibile libero da distrazioni.
Possiamo sfruttare i read-it-later per salvare tutto in anticipo e poi andare offline. È incredibile come cambia la qualità della nostra attenzione quando togliamo di proposito la connessione.
Gli e-reader con tecnologia e-Ink sono un buon compromesso visto che riflettono la luce come la carta, la batteria dura a lungo e non ci tentano con notifiche o social.
Se la mente tende a vagare, strumenti come Microsoft Immersive Reader o modalità di bold/bionic reading permettono di mettere a fuoco solo una o poche righe alla volta, come un righello digitale che guida nel testo.
E ogni tanto trasformiamo il nostro computer o tablet in un dispositivo monofunzione: chiudiamo tutto tranne l’app di lettura, creiamo delle playlist di 3-4 articoli scaricati, Wi-Fi spento e telefono in modalità aereo.
Posti curiosi nel mondo dedicati alla lettura
Per chiudere, ho raccolto alcuni dei posti del mondo dove la passione per la lettura ha creato destinazioni molto curiose.
La biblioteca di Utrecht è famosa perché ha installato delle biciclette fisse direttamente alle scrivanie. Mentre i visitatori leggono o lavorano, possono pedalare per produrre energia elettrica che alimenta luci e ricarica dispositivi digitali.
Le book town sono piccoli centri o villaggi dedicati interamente al libro e alla lettura. Tra le più conosciute ci sono Wigtown in Scozia, con oltre 250.000 libri e un festival letterario biennale che attira migliaia di appassionati. E anche Bredevoort nei Paesi Bassi, con sue numerose librerie e mercati tematici mensili molto vivaci. Sono luoghi che diventano veri e propri paradisi per lettori e lettrici, con eventi culturali, mercati, spettacoli e attività legate al mondo del libro.
Hay-on-Wye, nel Galles, è conosciuta come “il regno dei libri” o la “città dei libri”. Nato da un’intuizione del libraio Richard Booth negli anni ’60, questo piccolo villaggio di meno di 2.000 abitanti è diventato celebre per ospitare oltre quaranta librerie, per lo più di libri usati e rari.
Nel Book and Bed di Tokyo è possibile dormire tra i libri, in semplici cuccette di legno di larice incastonate in un’enorme libreria centrale circondate da 5.000 titoli. L’ostello però avverte: “L’ambiente perfetto per una buona notte di sonno è qualcosa che non troverai qui. Non ci sono materassi comodi, cuscini soffici o piumini leggeri e caldi”, anche se l’idea è quella di addormentarsi leggendo.
Iniziato nel 2009 in Wisconsin con Todd Bol che costruì una casetta di legno a forma di scuola in memoria della madre insegnante, oggi il movimento Little Free Libraries conta oltre 150.000 “piccole biblioteche gratuite” in 115 paesi.
La Livraria Lello a Porto è spesso citata come una delle librerie più belle del mondo, con una magnifica scalinata in stile liberty e un soffitto in vetro colorato. Si ritiene che J.K. Rowling si sia ispirata a questa libreria per le ambientazioni di Harry Potter.
In Corea del Sud, la Biblioteca pubblica di Gangnam a Seoul offre sale lettura ergonomiche e spazi separati per studenti di ogni età, con attività culturali, mostre d’arte e gruppi di lettura, unite a tecnologie moderne come WiFi gratuito e sale multimediali.
La Libreria Klementinum a Praga è una delle più antiche e belle biblioteche d’Europa, famosa per la sua cupola barocca affrescata e le sue sale con scaffali lignei ricchi di volumi antichi.
Buon giro del mondo e, quando stai per leggere, facci caso.