Email: cosa non sopportiamo

9 Settembre 2020 | Organizzazione

Cambia il modo di lavorare, si evolvono gli strumenti, le applicazioni vanno e vengono, ma le email continuano a essere molto usate.

Spesso questo uso comporta scambi infiniti di comunicazioni incomprensibili inviate a mezzo mondo.

Chi si dimentica gli allegati, chi riprende email vecchissime senza cambiare l’oggetto e chi compila i campi dei destinatari senza particolare attenzione. E ancora, chi è troppo sintetico, chi esageratamente prolisso e chi particolarmente ansioso pronto a chiamare per sapere se l’email è arrivata… In ogni caso, una perdita di tempo impressionante.

Ma cosa non sopportiamo delle email?

Qui ci sono 27 esempi in inglese che si adattano benissimo anche alla lingua italiana. Troviamo i famosi “Cordiali saluti”, “Grazie in anticipo”, “Come ho già scritto nelle email precedenti”, l’eccessiva formalità oppure l’aggiunta di tantissimi punti esclamativi !!!!! messi ovunque.

In generale, un consiglio sempre valido per migliorare le comunicazioni scritte è quello di evitare di scrivere quando si è arrabbiati.

Possiamo seguire quello che dice Warren Buffett:

“Puoi mandare una persona al diavolo anche domani”.

Invece di scrivere a caldo, molto meglio provare a far passare un giorno. Questo non significa perdere il momento o non dire ciò che si pensa. Se il giorno successivo ti sentirai allo stesso modo, potrai esaminare e comprendere meglio le tue emozioni trasformandole in scrittura. In pratica, crei più tempo e spazio per la chiarezza che ti permetterà di prendere decisioni migliori e di comunicare meglio.