In bilico tra la scelta giusta e la scorciatoia

18 Ottobre 2023 | Organizzazione

Sto tentando, con molto sforzo e struggente dedizione, di recuperare i film di Harry Potter. Il mio amico Sandro ne sarebbe felice, ma per il momento mantengo il segreto

Nel quarto capitolo, da Albus Silente arriva una frase potentissima: «Presto dovremo affrontare la scelta fra ciò che è giusto e ciò che è facile».

Ciò che è giusto non è detto che sia facile, ma richiede impegno, tempo, energia e un concetto di sforzo che, di solito, vogliamo evitare.

Nel lavoro, in particolare, si sceglie spesso la strada più facile, anche quando si sa che non è il modo corretto di procedere.

  • Ed ecco le scorciatoie: possono sembrare facili e benefiche nell’immediato, ma sono dannose per l’organizzazione del lavoro.

– Ti mando un vocale perché faccio prima.

– Salvo l’allegato sul desktop perché è più veloce.

– Uso lo strumento che voglio perché è più semplice.

– Non rispondo alle email perché non ho tempo.

– Apro i social perché ci metto solo un attimo.

– Scrivo il messaggio nel primo posto che mi capita perché per me è più comodo.

– Fisso una riunione senza definire i punti da trattare perché non riesco a farlo prima.

– Non aggiorno il progetto perché tanto è un’attività veloce.

– Uso la password “password” perché così me la ricordo.

– Scrivo un articolo anche se non ho il tempo di verificare le fonti.

– Non leggo le istruzioni perché è un compito che mi sembra facile (e blocco il lavoro di decenni…).

Potrei scrivere mille esempi che portano la nostra mente verso la ricerca della facilità, ma il tempo dedicato allo sforzo è una parte essenziale del processo di miglioramento del modo di lavorare.

Sforzo e impegno ci aiutano a rimanere dove siamo, con il fine di limitare i continui cambi di contesto che, guarda caso, rappresentano la soluzione più facile da mettere in atto.

«Non mi vengono idee, vado sul telefono. Non riesco a scrivere, guardo un attimo YouTube. Non riesco a preparare i contenuti, controllo le email.»

A volte lo facciamo con la scusa di fare una pausa, di staccare, ma gli esempi appena visti non hanno niente a che vedere con gli stacchi. Spostare di continuo l’attenzione da un’attività all’altra, non farà altro che peggiorare l’attenzione stessa e sarà ancora più difficile tornare dov’eravamo. La via di ciò che è facile sarà l’unica soluzione purtroppo.

Prova a fermarti qualche minuto la prossima volta che ti capita di sentire una resistenza verso quello che sarebbe meglio fare, senza cedere subito alla soluzione più facile.