L’atomicità per fermare il punto esatto in cui l’informazione ti mangia il respiro

Nel mese scorso ho partecipato all’Elba Trail e, nonostante la mia tipica disinvoltura da bradipo che corre, le gare in montagna mi danno ampi spazi di riflessione personale e di ascolto del corpo.

Sono momenti in cui ci si allontana dal concetto puro di “velocità” e anche di competizione soprattutto perché alla fine ti ritrovi spesso in solitudine lungo il percorso (in particolare in salita 😅).

Te ne parlo qui per condividere due concetti che vanno bene anche per la gestione delle informazioni.

Unire decontrazione e interocezione

Decontrazione significa correre rilassando consapevolmente alcune parti del corpo (spalle, collo, mascella…), cercando di farci caso per provare a eliminare le tensioni inutili che consumano energia extra e fanno percepire più fatica.

Va insieme alla interocezione, cioè la capacità di sentire cosa succede dentro il proprio corpo (tipo la fame, la sete, i dolori muscolari, lo stomaco…). Grazie ai check periodici su respiro, postura e tensioni, si riesce a migliorare o a prevenire ciò che non va nel corso del tempo.

Se in montagna impari a riconoscere quando le spalle si irrigidiscono troppo o quando il respiro si fa affannoso, anche nella vita digitale il corpo manda segnali precisi che vale la pena ascoltare.

Sto parlando di quella sensazione di pesantezza che arriva dopo mezz’ora sui social, la tensione del collo mentre leggi notizie allarmanti, le spalle contratte di fronte a contenuti inutilmente polarizzanti o il battito che accelera davanti all’ennesima notifica o alla mail ricevuta alle 23… Sono tutti segnali che, se ignorati, ti allontanano dai concetti di decontrazione e interocezione.

Ecco perché, anche se non corri, puoi sentire quando stai consumando informazioni in modo automatico, quando la postura si chiude davanti al computer o con il telefono in mano, quando gli occhi bruciano o quando lo stomaco si stringe nel leggere qualcosa che ti dà fastidio. Sono indicatori di sovraccarico tanto quanto il fiato corto in salita.

Aggiungere autoregolazione e discernimento

Per facilitare la decontrazione e l’interocezione in formato digitale, ti serve l’autoregolazione intesa come il ritmo che ti dai nella gestione delle informazioni. Ovvero sapere quando ricorrere a nuovi dati o quando fermarti per rielaborare ciò che già hai invece di continuare ad accumulare altri input.

E visto che come sappiamo le informazioni non mancano, il discernimento è la capacità di distinguere cosa merita la tua attenzione (e che si lega anche al concetto di distinguere cosa è vero da ciò che non lo è come abbiamo visto parlando di disinformazione).

decontrazione e interocezione

Per passare al principio di atomicità

È un concetto fondamentale per la creazione di appunti efficaci e vuol dire dedicare a ogni nota un solo argomento o pensiero completo.

L’atomicità va d’accordo con l’interconnettività (manuale o assistita dall’IA) che a sua volta fa riferimento alla capacità di creare collegamenti tra diverse note all’interno di un sistema di gestione della conoscenza⁠⁠. È la rete di unità autosufficienti che trasforma un archivio statico in un sistema dinamico dove le idee si connettono tra loro, permettendo di scoprire nuove associazioni e costruire pensieri complessi⁠⁠.

L’espressione che ci serve è questa: knowledge building block. Si tratta di un’unità di conoscenza che non può essere ulteriormente scomposta senza perdere il suo significato pieno (un concetto, un principio, un modello, un’ipotesi, un’osservazione…). Ogni nota diventa un elemento indipendente, pronto per essere collegato ad altri mattoncini e costruire altri ragionamenti.

Le note atomiche restano comprensibili e riutilizzabili anche a distanza di anni e continuano a lavorare come una bussola di orientamento nella conoscenza.

E dedicarti alla rilettura dei distillati

Distillare (riassumere, sintetizzare e prendersi delle pause per la rielaborazione) aiuta a ridurre il carico e favorire il trasferimento dei concetti principali nella memoria a lungo termine.

Tecniche come autospiegazione, sintesi attiva, ripetizione dilazionata e segmentazione – che vedremo con calma nel corso del tempo – sono strategie per aumentare il consolidamento della conoscenza.

Per non perdere troppo tempo alla ricerca di qualcosa di nuovo, prova ad applicare la regola del rapporto 1:1. Per ogni ora di consumo su nuovi input, pianifica un’ora di produzione o rielaborazione per evitare di accumulare senza mai approfondire.

Rileggi anche i titoli delle tue note e fai in modo che siano parlanti prima ancora di leggere il contenuto. Tipo:

  • “Le note atomiche permettono di usare le idee in contesti diversi” invece di “Note atomiche”.
  • “Il pensiero critico valuta la qualità, il pensiero sistemico vede le connessioni” invece di “Pensiero critico vs sistemico”.
  • “Rileggere i propri appunti è più utile rispetto a inseguire nuove informazioni” invece di “Gestione delle informazioni”.
ripetizione e rielaborazione

Con un forte impatto sulle abilità di pensiero

Finalmente è arrivato il mio momento e anch’io posso usare la parola sinergia! Al prossimo articolo proverò a piazzare (ho decisamente fame, stavo scrivendo pizzare 🍕) resilienza…

Dicevo… l’atomicità allena il pensiero critico e quello sistemico.

Due abilità che funzionano in sinergia, proprio come fanno la decontrazione e l’interocezione durante una corsa in montagna. Il primo pensiero ti aiuta a valutare la qualità di ogni singolo passo (o idea), il secondo ti permette di vedere il percorso nella sua interezza, capendo come ogni elemento influenza gli altri.

Mentre sei in salita o quando usi il digitale puoi ascoltare il corpo per capire quando rallentare o quando spingere. E quando elabori le informazioni puoi riconoscere quando approfondire un’idea (pensiero critico) o quando fare un passo indietro per vedere le connessioni più ampie (pensiero sistemico).

pensiero critico e sistemico

La bussola del pensiero nello Zettelkasten

Prova a orientarti con questa bussola che arriva dal mondo dello Zettelkasten, prendendo come riferimento quattro direzioni: origine, conseguenze, opposizioni e analogie.

  • NORD: da dove viene X? (origini, categorie superiori). 
  • SUD: dove porta X? (conseguenze, cosa nutre o influenza).
  • EST: cosa compete con X? (opposti, mancanze, svantaggi).
  • OVEST: cosa è simile a X? (analogie in altre discipline). 

Prendi il metodo Zettelkasten come il cappello principale che raccoglie il concetto di atomicità e seguilo per esternalizzare il processo mentale (non solo per archiviare dati). E puoi applicare lo stesso principio anche quando usi l’intelligenza artificiale.

elba trail debora