Lavora o non fare niente

25 Marzo 2022 | Organizzazione

Lavoriamo o non facciamo niente. Nulla, stop.

È ciò che fa Neil Gaiman e lo ha raccontato durante il Tim Ferriss Show:

«Quando scrivo ho solo due alternative: o lavoro o non faccio niente.»

Per sfruttare appieno i blocchi di tempo migliori che abbiamo a disposizione – almeno alcuni – questo consiglio può diventare un’abitudine efficace.

Quando senti di perdere la concentrazione o quando vorresti fare altro (se all’improvviso vuoi sapere cosa succede nel mondo o se finisci in qualche buco nero del web), blocca il computer e non fare niente.

Guarda fuori dalla finestra o rimani sulla sedia, ma non usare strumenti, Internet o telefono. Imponiti di avere solo due alternative: fare ciò che hai pianificato o non fare niente.

Non fare niente è noioso e a un certo punto tornerai al tuo lavoro trovandolo più interessante.

Anche se non può valere per tutto il giorno, il concetto è qui:

«Se vuoi fare di più e portare a termine le cose, fai di meno e abbraccia la noia come aiuto per ritrovare la concentrazione.»

Dovremmo ricercare l’equilibrio tra due o tre aspetti che ci servono per lavorare. L’esempio che riporto riguarda i content creator che hanno bisogno di: Consume (il tempo speso a informarsi, leggere, segnare le idee), Create (il tempo necessario per la creazione), Promote (il tempo da dedicare alla diffusione dei contenuti). Anche quando non sono svolte da un’unica persona, queste tre aree sono fondamentali e devono essere in equilibrio tra loro.

Servono dei segnali di stop per non caricare un’area specifica a sfavore di altre aree.

I segnali di stop sono soggettivi, ma devono essere chiari e ben definiti.

Un po’ come avviene in montagna con le regole non scritte definite da chi scala gli 8000: «Se non raggiungiamo il campo 3 entro…»«Se la squadra non arriva a…»«Se il meteo cambia…».

Definisci quelle condizioni che ti portano a ritenere una certa attività come conclusa, da modificare o non più necessaria. Condizioni da rispettare anche se ti senti bene e vorresti continuare.

Gli alpinisti, per sopravvivere, si fermano o tornano indietro quando stanno bene, altrimenti rischiano di non avere più la lucidità necessaria per prendere decisioni importanti.

Con l’alpinismo ad alta quota, la gestione del tempo salva le vite.

E se pensate che siano concetti recenti quelli legati al tempo, guardate il time blocking adottato da Benjamin Franklin e descritto nella sua autobiografia:

«Ogni parte della mia attività aveva il suo tempo assegnato»

Le sue giornate iniziavamo con una domanda:

«Che cosa dovrei fare di buono oggi?»

Per chiudersi con:

«Che cosa ho fatto di buono oggi?»

Se vi interessa approfondire la struttura giornaliera di Benjamin Franklin, Thomas Frank ha fatto una bellissima analisi in questo video:

Tutto questo per dire che la produttività non è solo aggiungere o fare di più per crescere, ma spesso significa perfezionare o ridurre ciò che stai già facendo.

«Se vuoi fare una torta di mele da zero, devi prima inventare l’universo»
(Carl Sagan)