Le domande di Seth Godin

9 Luglio 2021 | Pensiero

Ecco le domande da porsi secondo Seth Godin, che aiutano a definire meglio progetti, attività e liste di cose da fare. E soprattutto per mantenere la rotta senza perdersi.

1) Qual è la parte difficile del tuo lavoro che, se migliorasse, porterebbe un impatto maggiore su ciò che vuoi ottenere?

2) Come stai trascorrendo il tuo tempo? Quanto è sotto il tuo controllo e quanto dedichi alla parte difficile?

3) Quali sono le competenze che non possiedi e che, se acquisite, renderebbero il tuo lavoro più efficace?

4) Quali sono le cose che eviti di fare?

5) Ne vale la pena? Le risposte date alle domande precedenti sono in linea con il risultato da ottenere?

La soluzione non è mai una cosa sola, un metodo o uno strumento, ma corrisponde a un sistema o a un flusso di lavoro complessivo.

Tutto questo per evitare una falsa pista seguita da molte persone e che prevede di fare bene le cose sbagliate.

E questo ce lo spiega bene Peter Drucker con la distinzione tra fare le cose bene e fare le cose giuste. È il modo in cui le parti di un sistema interagiscono, non come vengono gestite in modo indipendente, che effettivamente migliora le prestazioni.

«Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.» (Antoine de Saint-Exupéry)