Il metodo Cornell: come prendere appunti durante i corsi o le riunioni

11 Gennaio 2024 | Note e appunti, Organizzazione

Il metodo Cornell è una tecnica per prendere appunti, sviluppata negli anni ’50 dal professor Walter Pauk della Cornell University.

È utile per:

  • avere un processo definito e solido per scrivere note mentre ascoltiamo video, lezioni, interventi, presentazioni, ecc.;
  • risparmiare tempo grazie anche alla coerenza tra i vari appunti, sapendo già come scrivere le informazioni più rilevanti;
  • organizzare le note in modo che siano facili da rivedere e studiare, affinché diventino parte della nostra conoscenza.

In molti casi, si investe troppo tempo cercando di organizzare gli appunti già presi, ma non basta pensare al “dopo”.

Va bene avere un metodo per raccogliere e gestire le idee, ma è importante seguire anche una modalità che ci aiuti a scrivere gli appunti, le note o le ispirazioni, nel momento stesso in cui stiamo ascoltando. Significa investire del tempo per definire un metodo da usare quando assorbiamo nuove informazioni.

Molte persone seguono corsi o partecipano a eventi di ogni tipo, online e offline. Non solo, sono sempre più diffuse le piattaforme che propongono videocorsi su un’ampia gamma di argomenti.

Continuare a seguire corsi tanto per seguirli e pensare di accumulare conoscenza solo con la quantità non ha molto senso. È molto più importante riuscire a cogliere l’essenza di ciò che apprendiamo per poi rendere concrete solo le nozioni più rilevanti per noi.

Per riuscire a mantenere questa essenza, torniamo a scuola e utilizziamo proprio il metodo Cornell per prendere appunti mentre seguiamo video, corsi, eventi o anche quando partecipiamo alle riunioni.

Possiamo farlo su carta o con un’applicazione, l’importante è allenarsi a rafforzare l’uso del metodo fino a quando non penseremo più a come prendere appunti perché avremo già un processo consolidato.

Come funziona il metodo Cornell

Alla base del metodo troviamo uno schema che prevede di suddividere un foglio in tre sezioni – in realtà quattro, contando anche la sezione superiore dedicata al titolo e alla data.

La parte centrale è formata da due colonne:

  • una a sinistra più stretta (30%);
  • l’altra a destra più ampia (70%).

Nella parte inferiore troviamo una fascia orizzontale non molto alta.

Ogni spazio è destinato a raccogliere questi elementi:

  • la colonna principale più larga è dedicata agli appunti effettivi, alle cose da ricordare, agli elementi importanti che vogliamo segnare. Questa sezione è da compilare in tempo reale;
  • la colonna più stretta è riservata alle parole chiave, ai concetti da approfondire, ai commenti o alle domande da porsi e da fare in relazione agli appunti principali. Questa sezione è da compilare nei momenti di riflessione o di pausa, senza far passare troppo tempo dalla scrittura degli appunti effettivi;
  • la fascia orizzontale è la prova del nove, ovvero una sezione utile per scrivere una sorta di riassunto degli appunti presi. È il momento di guardarsi indietro e di fare una sintesi; usa le parole chiave e le domande della colonna di sinistra per testare la tua comprensione delle informazioni. Per capire cosa scrivere, fai finta di rispondere a questa domanda: «Come spiegheresti gli appunti che hai preso a un’altra persona?».

metodo cornell

Come scrivere le note

Nella colonna principale, puoi scrivere gli appunti seguendo diversi criteri:

  • il metodo outline: è un sistema organizzato e gerarchico di scrittura delle informazioni, sotto forma di elenco puntato o numerato caratterizzato dalla presenza di idee principali e di sottopunti. Si ricorre all’uso di indentazioni dove ogni livello che fa capo alla stessa idea rientra leggermente rispetto al livello che lo contiene.
  • il metodo delle mappe: significa prendere appunti con degli schemi visivi per rappresentare connessioni e relazioni tra concetti diversi. Nel caso delle mappe mentali, si inizia con un’idea centrale che fa da fulcro per tutte le altre informazioni. Dall’idea centrale, infatti, partono vari rami che collegano altri concetti secondari.
  • il metodo charting: è noto anche come metodo delle tabelle e si tratta di un approccio strutturato per prendere appunti organizzati in colonne o quadranti. È particolarmente utile per informazioni che richiedono la comparazione di dati, termini, eventi o concetti.

Oltre alle parole scritte, è importante allenarsi a usare dei simboli o icone. Fare dei piccoli segni rafforza la fase di apprendimento e di memorizzazione.

Il Drawing Effect è un fenomeno psicologico che dimostra come il disegnare possa migliorare la memorizzazione e il ricordo delle informazioni rispetto alla semplice scrittura. Disegnare parole o concetti può migliorare significativamente il ricordo di queste informazioni, più di quanto farebbe la scrittura o altre forme di codifica visiva.

Durante il disegno – anche quando si tratta di una semplice icona – la mente deve elaborare l’informazione in modi multipli, dal concetto al segno. Non è assolutamente necessario avere delle abilità artistiche particolari, ma vanno benissimo anche disegni semplici o schemi semplificati.

Combinare diversi stili non fa altro che aumentare l’efficacia dell’apprendimento.

metodo cornell schema

Ci sono idee o ispirazioni che restano nella nostra mente senza troppa fatica, aggrappate come delle cozze attaccate allo scoglio. Mentre con altre informazioni o nozioni l’apprendimento è molto più complicato facendo finire ciò che è di nostro interesse in una sorta di buco nero.

Il vantaggio di avere un metodo è quello di permettere alla mente di lavorare meglio, senza il sovraccarico nel dover gestire le modalità di registrazione insieme alla comprensione delle informazioni. Liberandola dalla zavorra operativa, sarà più libera di decidere quali dati mantenere e quali lasciare andare.

Gli appunti presi con metodo coinvolgono attivamente la nostra mente, in modo sano, con tutti i vantaggi legati a una migliore concentrazione. La memoria a breve termine collaborerà in modo più efficace con quella a lungo termine.

 

Il metodo Cornell in breve

  1. Origine: sviluppato negli anni ’50 da Walter Pauk della Cornell University.
  2. Scopo: organizzare le note in modo efficace per facilitare la revisione e lo studio.
  3. Struttura della pagina:
    1. Area delle note: circa il 70% della pagina a destra per gli appunti effettivi.
    2. Area chiave: circa il 30% della pagina a sinistra per parole chiave, domande e concetti rilevanti.
    3. Sommario: parte inferiore per un riassunto degli appunti.
  4. Durante il corso: utilizzo dell’area delle note per annotazioni dettagliate.
  5. Dopo il corso o nelle pause: riempire l’area chiave con domande o parole chiave per riflettere sui concetti principali.
  6. Riassunto post-corso: scrivere un sommario per consolidare la comprensione.
  7. Semplicità: facilità d’uso ed efficacia nell’organizzazione delle informazioni.
  8. Versatilità: applicabile in diversi contesti, da lezioni universitarie a corsi di formazione.
  9. Benefici cognitivi: stimolazione cognitiva per una migliore memorizzazione a lungo termine e miglioramento dell’apprendimento attivo.

App per iPad e smartphone:

Goodnotes
Notability
Nebo

Fonti:

https://lsc.cornell.edu/how-to-study/taking-notes/cornell-note-taking-system/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26444654/
https://www.medicaldaily.com/drawing-pictures-list-words-improve-memory-383288