Come si organizza un viaggio in montagna, all’estero, con i cani al seguito?
Come si abbina l’organizzazione fisica con quella digitale?
Ho raccolto alcuni aspetti utili per me e che spero lo siano anche per te che stai leggendo.
Organizzare un viaggio all’estero con il cane: la parte burocratica
Prima di tutto, è essenziale informarsi sugli obblighi previsti nel Paese scelto come destinazione del viaggio.
Facciamo però un passo indietro e rivediamo ciò che è previsto in Italia:
- Obbligo di iscrizione all’anagrafe canina che, oltre a essere utile per il proprietario, consiste nell’identificazione dell’animale tramite microchip. Non basta solo la prima iscrizione, ma è necessario e importante comunicare le variazioni che avvengono nel corso della vita: come il cambio del proprietario o di residenza.
- Il cane deve essere condotto nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico con un guinzaglio della lunghezza massima di 1,5 metri.
- Il proprietario deve avere con sé la museruola rigida o morbida, senza l’obbligo di farla indossare al cane (salvo diversi regolamenti espliciti), ma deve averla a disposizione in caso di pericolo o se richiesto delle autorità competenti.
- Il proprietario è responsabile della raccolta delle feci e deve avere con sé sacchettini o paletta.
- I cani trasportati in auto devono essere tenuti separati dal conducente e sistemati in appositi trasportini o kennel nel vano posteriore. Se autorizzato dalla motorizzazione, è possibile dividere il vano posteriore con una rete divisoria adeguata.
- Importanza di seguire le indicazioni del proprio medico veterinario sulla corretta e idonea profilassi vaccinale da adottare, in accordo con le linee guida internazionali.

Per quanto riguarda un viaggio all’estero, è importante partire dal rilascio del passaporto e dalle vaccinazioni obbligatorie richieste:
- Per il passaporto è possibile contattare il distretto veterinario dell’azienda unità sanitaria locale di riferimento che indicherà la documentazione necessaria (ATS, ASL o sigle diverse a seconda delle regioni).
- Nella maggior parte dei Paesi è richiesto che l’animale sia vaccinato contro la rabbia da almeno 21 giorni prima della partenza (sarà il medico veterinario a predisporre tutto il necessario).
- È importante verificare l’eventuale obbligo di trattamenti specifici da effettuare entro certi intervalli temporali prima dell’ingresso nel Paese.
- Potrebbe essere utile stipulare un’assicurazione di viaggio che copra anche il cane, in modo da avere assistenza veterinaria all’estero in caso di necessità.
- In alcuni Paesi esistono liste di cani considerati potenzialmente pericolosi (inclusi gli incroci che assomigliano alle razze segnalate): è fondamentale verificare se la razza del proprio cane rientra in queste categorie e conoscere il regolamento specifico per l’ingresso.
In generale e se stai organizzando un viaggio all’estero con il tuo cane, non arrivare troppo a ridosso della partenza perché le tempistiche di rilascio del passaporto e delle prenotazioni possono essere molto lunghe.
Organizzare un’escursione in montagna con il cane: l’attrezzatura per il viaggio
Cosa metto nello zaino?
Questa è la domanda delle domande… e ci sono almeno mille scuole di pensiero diverse.
Per dare una risposta, nelle righe qui sotto descrivo il contenuto del mio zaino, facendo riferimento a escursioni in giornata che non prevedono dei pernottamenti presso rifugi o bivacchi.
Per trekking di più giorni, invece, è importante considerare il necessario per dormire e mangiare, ma anche cosa sarà disponibile nei vari posti da visitare e quanti cambi in termini di indumenti portare con sé. Il tutto deve essere compatibile con il proprio livello di allenamento e peso corporeo (in linea molto generale, uno zaino a pieno carico non dovrebbe superare il 15% del proprio peso). In ogni caso, vale sempre la regola di portare solo lo stretto necessario.
Tornando a cosa metto nel mio zaino:
- Acqua per me e per i cani (con relativa ciotola per loro).
Una precisazione importante: in montagna, ogni persona che partecipa all’escursione dovrebbe avere con sé il proprio zaino dotato almeno dell’essenziale. Non esiste “l’acqua ce l’ha lui o lei così io non la porto”… e questo vale anche per i piccoli camminatori e le piccole camminatrici, che possono abituarsi a preparare il proprio zainetto con almeno una piccola borraccia – naturalmente con le dovute proporzioni – proprio come segno di responsabilità personale e cura di sé.
Quanta acqua portare?
Qui purtroppo ci va un bel dipende… perché davvero dipende dalla stagione, dalla lunghezza del percorso, dalla possibile presenza di acqua lungo il sentiero, dall’arrivo in un rifugio, ecc.
Se non hai molta esperienza e sono le tue prime escursioni, calcola bene le ore di camminata rispetto alla stagione, per non ritrovarti senza acqua alle due di un torrido pomeriggio di luglio o agosto.
Altri oggetti nello zaino in ordine sparso:
- Barrette energetiche, frutta secca e snack (anche per i cani). Come per l’acqua, la quantità e i tipi di alimenti cambiano in base a diversi fattori.
- Una corda o un guinzaglio di scorta.
- Kit di primo soccorso (per sé e per il cane).
- Maglia tecnica e calze di ricambio (a volte più di un capo a seconda della difficoltà del sentiero e del meteo).
- Giacca leggera impermeabile (la quantità di vestiti pesanti è da regolare in base alla stagione, alle altitudini raggiunte e all’eventuale presenza di neve).
- Crema solare e protezione per le labbra.
- Torcia o pila.
- Bussola, altimetro e GPS da escursionismo (anche qui, l’attrezzatura segue il livello di difficoltà dei sentieri e la stagione di riferimento, si va dai dispositivi più semplici a quelli salvavita per essere ritrovati in caso di valanghe, come l’ARTVA).
- Documenti necessari.
- Coprizaino impermeabile.
- Cappello/fascia/bandana per la testa.
- Cartina geografica della zona.
- Powerbank.
- Sacchetti per portare con sé i rifiuti e per raccogliere le deiezioni.
- Piccoli strumenti di riparazione: coltellino multiuso, accendino e nastro adesivo ad alta resistenza (comunemente chiamato nastro americano, utile per riparare temporaneamente scarponi danneggiati o scollati, ma anche per realizzare una sorta di appoggio di fortuna).
Quali sono le app più utili per un’escursione in montagna
Guardare il meteo prima di mettersi in cammino è di vitale importanza, non solo per eventuali piogge ma anche per valutare il vento.
Dal meteo dell’Aeronautica Militare al servizio di Meteo & Radar, sono davvero tanti i nomi disponibili in rete, senza dimenticare di verificare anche le eventuali webcam delle destinazioni e i siti web di rifugi o delle varie sezioni del CAI (il Club Alpino Italiano o, all’estero, cercando il corrispettivo CAI del Paese di destinazione).
Ci sono diverse app che mostrano diversi percorsi e itinerari, da Wikiloc a Outdooractive. Alcune di queste app pubblicano le esperienze scritte direttamente da vari utenti ed è importante non prendere alla lettera le informazioni riportate perché non sempre rispecchiano la realtà. Serve quindi un controllo che comprenda più fonti per evitare di iniziare un sentiero che si rivelerà molto diverso dalle aspettative.
Sono utili quelle app che permettono di conoscere l’altitudine e le coordinate geografiche di un luogo specifico, informazioni che servono per monitorare il dislivello durante le escursioni e avere la certezza di essere sul percorso giusto.
Per avere un ricordo dell’escursione, applicazioni come Relive tracciano e memorizzano il percorso, con la possibilità di trasformare le varie attività in video.
E rivedere così i momenti più belli.