Perché fare meno

25 Settembre 2021 | Organizzazione, Pensiero, Tempo

Quando le giornate sono sempre sovraccariche, l’opzione di fare meno non è sempre presa in considerazione.

Perché è così difficile togliere ed è più facile aggiungere?

Di fronte a un problema o per gestire le settimane lavorative fuori controllo, la maggior parte delle persone tende ad aggiungere qualcosa per provare a sistemare le cose o per migliorare la situazione.

La percentuale di chi si concentra su cosa togliere è sempre molto bassa.

L’esempio perfetto di questo meccanismo viene spiegato nel libro Subtract: The Untapped Science of Less, di Leidy Klot.

L’autore parte da un semplice gioco con i Lego:

«Stavo costruendo un ponte con mio figlio e a un certo punto ci siamo resi conto che i due pilastri di sostegno avevano due altezze differenti. Istintivamente ho cercato un altro pezzo aggiuntivo per pareggiare le altezze, ma mio figlio è stato più rapido, ha preso la colonna più alta e ha tolto i pezzi di troppo per abbassarla.»

Nell’organizzare il lavoro abbiamo lo stesso approccio dell’autore: accumuliamo cose ​​da fare senza prestare particolare attenzione a cosa togliere. Cerchiamo sempre pezzi da aggiungere.

Alcuni esempi:

  • Prendiamo nota di idee o spunti nuovi senza eliminare progetti che vengono trascinati per mesi.
  • Iniziamo a scrivere nuovi articoli senza eliminare o portare a termine bozze vecchie di anni.
  • Accumuliamo email da leggere senza archiviarle o eliminarle.
  • Sistemiamo il flusso di lavoro aggiungendo strumenti, passaggi, sistemi o procedure, senza valutare cosa ridurre.

Pensiamo che andare verso il cambiamento significhi esclusivamente aggiungere qualcosa alla situazione attuale.

I nostri lavori sono fatti di continue decisioni da prendere e un approccio del genere toglie forza alla qualità delle nostre giornate. Perché se da una parte aggiungiamo, ci sono altri aspetti che si riducono (come i nostri livelli di energia e di attenzione).