Se ti senti bene, lavori meglio…

2 Gennaio 2024 | Organizzazione, Pensiero

Seguo Ali Abdaal da diverso tempo e trovo alcuni dei suoi video molto utili. Aspettavo il suo libro – Feel-Good Productivity: How to Do More of What Matters to You – da diversi mesi e, a lettura conclusa, purtroppo non mi sento di consigliarvelo con tutta tranquillità. O, meglio, dipende da cosa state cercando.

La prima parte del libro può essere riassunta così:

Se ti senti bene, se stai bene con te stessa o te stesso, se il tuo umore è ok… allora riuscirai a lavorare meglio.

Se sei sempre sotto stress, in continua frustrazione o ansia… allora il tuo rendimento peggiorerà.

Mi verrebbe da dire “grazie tante”, ma per fortuna ci sono altre parti del libro più interessanti.

In generale, il testo è pieno di aneddoti, sia dell’autore con la sua esperienza in medicina sia di altre persone, aziende o team di diverso tipo. In pratica, ogni concetto è accompagnato da una storia che spiega meglio l’argomento trattato.

Riporto alcuni dei punti trattati.

Ripensare il fallimento

«Se potessimo scegliere il nostro processo di apprendimento in modo da non essere così preoccupati per il fallimento, quanto di più potremmo imparare?»

«Con una mentalità sperimentale, un appuntamento che non porta a un secondo o un’amicizia che non sboccia non sarebbe un fallimento; sarebbe solo un’altra esperienza per aiutarti a capire la tua compatibilità. Nessun fallimento è mai solo un fallimento. È un invito a provare qualcosa di nuovo.»

L’elogio del principiante

Un principiante guarda il mondo con occhi pieni di meraviglia e curiosità. Non è appesantito da preconcetti o timori. È disposto a sperimentare, a giocare, a rischiare e, naturalmente, a sbagliare.

«Un principiante è felice di iniziare a giocare ovunque sul campo, anche se potrebbe fare figuracce. È più disposto a fare errori, e questi errori sono esattamente ciò che serve per imparare.»

Il potere dei processi

«Quando non possiamo avere il controllo della situazione, possiamo comunque prendere il controllo del processo.»

La comunicazione alla base del lavoro

«Quando pensi di aver comunicato abbastanza, quasi certamente non lo hai fatto.»

«Essere radicalmente sinceri non significa prendere sul personale ogni questione, non significa presumere di sapere cosa è meglio e non significa dire qualunque cosa ti venga in mente. Significa condividere le tue opinioni direttamente, non parlare male delle persone dietro le loro spalle e dare ai tuoi colleghi una visione di ciò che sta succedendo nella tua testa.»

La procrastinazione

La procrastinazione non è solo pigrizia; spesso è paura, confusione, mancanza di motivazione. Invece di sforzarci a “fare”, cerchiamo di capire cosa ci blocca.

«Nelle parole del professore di psicologia Joseph Ferrari, “dire al cronico procrastinatore semplicemente di mettersi a fare sarebbe come dire a una persona clinicamente depressa: dai, stai su con il morale”. Motivazione e disciplina sono strategie utili, ma sono cerotti che coprono ferite più profonde. Potrebbero a volte funzionare per trattare i sintomi, ma non cambiano la condizione sottostante. Allora, cosa funziona nella lotta secolare contro la procrastinazione? Ecco dove entra in gioco il nostro terzo approccio. Lo chiamo il “metodo di sblocco”. Mentre il metodo della motivazione ci consigliava di farci venire voglia di fare e il metodo della disciplina ci consigliava di ignorare come ci sentiamo e fare comunque, il metodo di sblocco ci incoraggia a capire perché ci sentiamo male riguardo al lavoro in primo luogo e affrontare il problema frontalmente.»

Il tempo come alleato

Assegnare momenti specifici alle varie attività permette di vivere pienamente ogni aspetto del lavoro e della vita. È un bilancio del tempo, una pianificazione che lascia spazio a lavoro, svago, relazioni e crescita personale.

«La struttura ti dà più libertà, non meno. Definendo specifici blocchi di tempo per diverse attività, ti assicuri di avere tempo per tutto ciò che è importante per te: lavoro, hobby, relax, relazioni. Non stai solo reagendo a qualsiasi cosa ti capiti durante il giorno. Invece, stai progettando la tua vita secondo le tue priorità. Pensa al blocco del tempo come a un budget per il tuo tempo. Proprio come assegni il tuo reddito a diverse categorie come affitto, spesa, svago e risparmi, assegni le tue 24 ore a diverse cose.»

Ridurre l’attrito

Significa modificare l’ambiente o il contesto in modo tale che l’azione che vuoi intraprendere diventi la scelta più ovvia e predefinita. Allo stesso tempo, significa rendere più difficile l’azione che non vogliamo più portare avanti.

Volete fare video regolarmente: fate in modo di non dover smontare mezzo studio ogni volta che avete intenzione di registrare.

Volete migliorare la gestione degli appunti: allenatevi tenendo un quaderno sempre a portata di mano.

Volete limitare l’uso del telefono: rendetelo noioso, togliete le notifiche e allontanatelo dalla vista.

«Elimina l’attrito ricercando una sorta di divertimento. Quando ci mettiamo al lavoro, come prima cosa possiamo chiederci: “Come sarebbe se fosse divertente e più semplice? Ci sarebbe della musica? Delle luci migliori? Delle parti diverse? Una collocazione diversa?”.»

Accettare l’incompiuto

Non tutto ciò che iniziamo viene portato a termine, e va bene così. L’importante è riconoscerlo, celebrare ciò che abbiamo fatto e ricordiamoci semplicemente di ricominciare.

«L’inerzia alimenta un senso di auto-disprezzo. E quel senso di auto-disprezzo ci rende ancora meno propensi a fare qualcosa di fruttuoso.»
«Mi piace usare il formato: “Non ho fatto X, ma ho fatto Y”.»
«Spesso recito il mantra “Ricomincia” quando sento di essere distratto. È un potente promemoria.»

Il sovraccarico: un nemico silenzioso

Dire di sì a tutto può sembrare una virtù, ma spesso è una trappola. Riconoscere i limiti del nostro tempo e delle nostre energie è fondamentale.

«Soffriamo di un problema semplice: il sovraccarico. È il primo modo in cui ci mettiamo sulla strada verso l’esaurimento: diciamo sì alle cose nel presente che a lungo termine ci logoreranno. È facile capire perché. Il sovraccarico è semplicemente troppo facile, ma questo non significa che non possa essere fermato.»
«Se vuoi spostare un sogno nella tua lista di investimenti attivi, devi assicurarti di avere il tempo e l’energia per investirci.
«La produttività sostenibile significa riconoscere i limiti del nostro tempo.»
«Non puoi essere utile a nessuno se sei esausto, ma puoi prendere decisioni più efficaci se ti prendi il tempo per ricaricarti e rifocalizzare.»

Il libro lascia molto spazio anche al tema della motivazione e a cosa possiamo fare per limitare la tendenza a procrastinare di continuo. Può esservi di aiuto se siete alla ricerca di un testo sul mindset da allenare per sentirsi meglio e, quindi, lavorare meglio.

«Devi ricordarti del tuo grande “perché” ogni giorno e ogni ora. Ogni email che invii, ogni riunione che hai, ogni chiacchierata davanti a un caffè – in modi piccoli e grandi, dovrebbero portarti un po’ più vicino a realizzare quell’obiettivo finale.»