Perché è importante suddividere le attività complesse in passaggi più piccoli: il chunking

5 Dicembre 2023 | Note e appunti, Organizzazione

Il concetto di Chunking (creazione di blocchi) arriva da uno dei corsi più interessanti presenti in rete, Learning how to learn, e fa riferimento al modo in cui le persone raggruppano le informazioni per facilitarne la memorizzazione e il recupero.

Un “chunk” è essenzialmente un’unità di informazione o un gruppo di elementi strettamente legati tra loro che vengono memorizzati come un singolo oggetto nella memoria.

Ad esempio, una sequenza numerica viene spesso memorizzata in “chunk” più piccoli anziché come una lunga stringa di numeri. Il numero 3453453332 è difficile da ricordare, ma diventa più semplice se si suddivide in 345 345 333 2.

Questa tecnica, che a volte mettiamo in pratica senza nemmeno pensarci, suggerisce che la nostra capacità di memorizzazione è limitata dal numero di chunk che possiamo ricordare, anziché dalla quantità specifica di informazioni.

La grandezza di un chunk può variare a seconda della familiarità che si ha con l’informazione stessa. Una persona esperta di scacchi potrebbe considerare un’intera configurazione di pezzi come un singolo chunk, mentre chi è agli inizi potrebbe vedere ogni pezzo come un chunk separato. Quindi, il concetto di chunk può variare nel corso del tempo insieme al nostro livello di apprendimento.

Il numero quattro nell’apprendimento

Secondo le stime, la memoria a breve termine può contenere circa quattro blocchi di informazioni alla volta (quattro chunk).

Tra l’altro, il numero 4 torna spesso nell’ambito dell’organizzazione ed è anche il numero consigliato per le cartelle di primo livello del computer, proprio perché è una quantità più semplice da ricordare.

Quando si riceve una nuova informazione, ci sono due modi per ricordarla.

Si può sovrascrivere e dimenticare ciò che si ha in memoria per fare spazio alla nuova informazione, oppure si può usare lo sforzo mentale per spostare una parte delle informazioni dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine (per la conservazione).

Questo spiega perché è quasi impossibile ricordare una sequenza numerica piuttosto lunga: non c’è abbastanza spazio nella memoria di lavoro.

Con il chunking, invece, possiamo suddividere le informazioni più grandi in pezzi più piccoli, identificare connessioni o raggruppare blocchi simili per avere una visione d’insieme.

Una volta creato un “chunk,” è possibile spostarlo nella memoria a lungo termine, collegandolo alle esperienze personali. Questo consente di conservare le informazioni per anni e, se utilizzate regolarmente, di accedervi senza troppo sforzo mentale.

Noi riusciamo a finire i compiti, trovare idee o risolvere problemi grazie alle connessioni che avvengono nella nostra mente. Quando, però, iniziano ad arrivare stanchezza, sovraccarico, stress o rabbia, ecco che la nostra attenzione non riesce più a scovare queste connessioni e ci blocchiamo.

Qui entrano in gioco le pause e la necessità di spacchettare le informazioni.

Una volta che dividiamo in più parti un’idea, un concetto o un’azione, non serve ricordare tutti i piccoli dettagli accessori. Abbiamo l’idea principale, ovvero il chunk, ed è sufficiente.

«Tu pensi semplicemente: “Mi vesto”, ma è strabiliante realizzare il complesso turbine di azioni di base, che avvengono con quel semplice chunk di pensiero.»

Per far sì che questo accada, serve la comprensione e il contesto che possono agire come una sorta di “collante” mentale

Quando apriamo un libro per la prima volta, prima cerchiamo di avere una visione d’insieme e solo dopo passiamo ai dettagli. Leggiamo la quarta di copertina, la scheda del libro, l’indice degli argomenti e scorriamo velocemente le pagine per farci un’idea del contenuto. Passare direttamente ai dettagli senza la comprensione del quadro generale è inutile perché, con buona probabilità, dimenticheremo rapidamente ciò che abbiamo appreso.

Memorizzare un fatto senza comprenderlo o contestualizzarlo non aiuta a capire di cosa si parli o quale sia la sua relazione con altri concetti.

In questo video, viene descritto molto bene tutto il processo:

«Un esempio pratico di chunking è quello degli insegnanti di pianoforte, che iniziano mostrando agli studenti l’intera canzone per far loro capire l’umore della musica. Poi chiedono agli studenti di esercitarsi su una riga alla volta. Dopo aver imparato ogni parte e creato delle connessioni, gli studenti possono passare alla riga successiva. Dopo aver imparato tutte le parti separatamente, le uniscono fino a completare l’intera composizione. A quel punto, possono suonare la musica con meno sforzo mentale.»

Quando si inizia a sentire i limiti della memoria di lavoro, una sorta di sovraccarico e di fatica nello svolgere quello che dobbiamo fare, è il momento di utilizzare il chunking.

«È simile a come i ristoranti organizzano i loro menu suddividendoli in antipasti, piatti principali e dessert, ciascuno con 3-4 opzioni. Con il chunking, la comparazione delle opzioni diventa più semplice e le decisioni sono più facili da prendere.»

I passaggi del chunking in breve:

  1. Il primo passo per il chunking consiste nel focalizzare interamente l’attenzione sull’informazione da dividere in blocchi. Cosa difficile da fare se la mente continua a saltare tra pensieri diversi.
  2. La seconda fase è comprendere l’idea di base dell’informazione. Non possiamo creare un blocco sensato se non capiamo di cosa si tratta. Possiamo memorizzare un concetto, ma lo faremo inutilmente senza la comprensione.
  3. La terza fase consiste nel ricavare un contesto, per capire non solo come, ma anche quando usare un chunk (e anche quando non usarlo). Si tratta di capire come il nuovo chunk riesca a inserirsi nel quadro generale.

«Puoi anche avere uno strumento nella tua cassetta degli attrezzi, ma se non sai quando usarlo, non ti sarà molto utile.»

Il chunking nel mondo delle note

Il mondo del chunking ha dei punti in comune con il mondo delle note e, in particolare, con il concetto di atomicità delle note, che abbiamo visto parlando di evergreen, atomic, boat…, metodo Zettelkasten e il concetto di note atomiche.

Sia il chunking sia l’atomicità si concentrano sulla riduzione delle informazioni in unità più piccole e gestibili. Nel chunking, le informazioni complesse vengono raggruppate in unità più piccole per facilitarne il ricordo e l’elaborazione. Nelle note atomiche, l’informazione viene frammentata in unità più piccole affinché contengano un singolo concetto o un’unica idea.

Entrambe le tecniche aiutano a organizzare le informazioni per facilitarne il recupero e la comprensione. Supportano la costruzione progressiva della conoscenza, integrando nuovi concetti con quelli esistenti per formare comprensioni più ampie: collegamento dopo collegamento, si riesce a costruire una rete sempre più ampia di conoscenza.

Il fine è quello di rendere le informazioni più accessibili e gestibili, facilitando il processo di apprendimento e la costruzione della conoscenza.